Progetto prodotti, non solo software.
Vent'anni tra codice, architettura e prodotto.
Nel punto in cui si incontrano do il meglio: vedo l'insieme e trovo l'equilibrio tra software solido, architettura resiliente e bisogni di business reali.
Cosa faccio
TAV.02 — TRE DISCIPLINE, UN UNICO SISTEMADefinire cosa costruire, e perché
Non costruisco tutto quello che il business ha in testa: intercetto i bisogni prevalenti e lavoro per taglio verticale, non orizzontale — porto in produzione la fetta minima necessaria per avere un primo feedback reale dal mercato, già stabile nel codice e nell'architettura.
Disegnare sistemi che reggono nel tempo
Progetto la soluzione più semplice per ciò che serve oggi, ma lo faccio in modo che aggiungere o espandere una funzionalità domani diventi un'evoluzione naturale, non un rifacimento architetturale.
Restare vicina al codice
Alla qualità del codice tengo molto, ma so anche quando fermarmi: significa avere un sistema strutturato che non lascia cadere il debito tecnico nel dimenticatoio, ma nemmeno lascia che l'inseguimento del codice perfetto rallenti la roadmap — lo affronta nel momento giusto, non mai, non subito.
Come lavoro
TAV.03 — CINQUE PRINCIPI, UN METODOProfessional Scrum Master (Scrum.org) e ICAgile Certified Professional – Agile Coaching (ICAgile).
Sono gli strumenti con cui tengo insieme i tre ruoli, ogni giorno.
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PERSONE
Il centro di ogni decisione sono le persone che useranno il prodotto.
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TEAM
Il team deve essere autonomo, collaborativo, responsabile e deve condividere un obiettivo comune.
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FLUSSI
I processi non devono essere fini a se stessi ma supportare e agevolare il lavoro quotidiano.
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OBIETTIVI E VALORE
Ogni sprint chiude il cerchio su un obiettivo chiaro, che porta valore di business reale.
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CAMBIAMENTO
Il cambiamento è un'opportunità per migliorare.
Chi sono
TAV.04 — PROFILO
Mi piace trovare schemi dove gli altri vedono complessità. Quando riesco a dare una struttura a un problema, tutto il resto diventa più semplice: le decisioni, il lavoro del team e il prodotto che ne nasce.
Ho iniziato scrivendo codice perché mi piaceva costruire. Con il tempo, però, mi sono resa conto che ciò che mi appassionava davvero iniziava molto prima della prima riga di codice: capire come esigenze reali, business e reparto tecnico lavorano in sinergia, e quali flussi li tengono davvero collegati.
Senza averlo pianificato, il mio percorso mi ha portata sempre più vicino ai punti di incontro tra tecnologia, prodotto e persone. Ogni ruolo che ho ricoperto mi ha dato un pezzo del puzzle, fino a costruire una visione più ampia di come nasce un buon prodotto.
Chi lavora con me mi riconosce la capacità di tenere insieme prospettive diverse. Riesco a entrare nel dettaglio tecnico quando serve, ma senza perdere di vista il contesto, gli obiettivi e il valore che stiamo cercando di creare.
Non mi interessa essere la persona con la risposta pronta. Mi interessa fare le domande giuste, mettere ordine nella complessità e aiutare team e stakeholder a prendere decisioni più consapevoli.
È probabilmente questo il valore che porto più spesso: trasformare problemi confusi in una direzione chiara, condivisa e realizzabile.
Sono la creatrice di Choose Wisely, una directory che aiuta le donne a trovare il professionista giusto partendo dal problema, non dalla professione. Ne seguo tutto il percorso, dalla discovery al rilascio: tenere insieme prodotto, architettura e sviluppo è esattamente ciò che il mio metodo mi permette di fare.